Casalabate: la storia infinita
scritto da ILARIA FLORIO
14 settembre 2008
 
casalabate1“Il turista è una risorsa .. non farlo andare via”, lo suggerisce un manifesto all’interno dell’Ufficio della Pro Loco di Casalabate. Ed infatti, le storie di turisti mai arrivati o andati via a causa della mancanza di alcuni servizi essenziali non mancano, così come le continue lamentele di chi vive questi luoghi e paga regolarmente tutte le tasse di urbanizzazione. La causa di tutto ciò è l’assenza di una copertura capillare dei servizi essenziali, in alcune zone della marina, dove per alcuni versi sembra che il tempo si sia fermato agli anni ’50, quando luce pubblica, rete fognaria e rete idrica erano simboli di civiltà e sviluppo, uno sviluppo, che alle soglie del 2010, per alcuni sembra ancora un miraggio. Quasi il 40% del territorio, ad esempio, non è raggiunto dalla luce, racconta a L’Impaziente Ilio Spalluto, presidente della Pro Loco di Casalabate. “La nostra dovrebbe essere principalmente un’associazione di promozione turistica e culturale”, continua Spalluto, “il compito di risolvere i problemi che la marina si porta dietro da anni, dovrebbe spettare invece alla politica”. “Dovrebbe”, il condizionale è d’obbligo, visto che la politica continua ad ignorare la risoluzione di problemi da tempo noti.
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S.O.S. ACQUA
alex_zanotelli
di Alex Zanotelli
Nel cuore di questa estate torrida e di questa terra calabra,lavorando con i giovani nelle cooperative del vescovo Brigantini( Locride) e dell’Arca di Noè ( Cosenza ), mi giunge, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che il governo Berlusconi sancisce la privatizzazione dell’acqua. Infatti il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro G. Tremonti che nel comma 1 afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. Tutto questo con l’appoggio dell’opposizione ,in particolare del Pd ,nella persona del suo corrispettivo ministro-ombra Lanzillotta. ( Una decisione che mi indigna ,ma non mi sorprende, vista la risposta dell’on Veltroni alla lettera sull’acqua che gli avevo inviata durante le elezioni!)

Così il governo Berlusconi , con l’assenso dell’opposizione, ha decretato che l’Italia è oggi tra i paesi per i quali l’acqua è una merce.

Dopo questi anni di lotta contro la privatizzazione dell’acqua con tanti amici,con comitati locali e regionali, con il Forum e il Contratto Mondiale dell’ acqua ……queste notizie sono per me un pugno allo stomaco, che mi fa male.

Questo è un tradimento da parte di tutti i partiti !

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In Italia il lavoro uccide più della criminalità
scritto da redazione
5 agosto 2008
 
siclavL'allarme arriva dal Censis, Centro studi investimenti sociali, proprio nei giorni in cui l'esercito italiano fa il suo ingresso nelle piazze delle principali città italiane, su disposizione del governo Berlusconi: in Italia si muore di più sul lavoro e per strada, e non per fatti legati alla criminalità o, comunque, violenti, il cui numero è in calo rispetto al passato e si attesta fra i più bassi d'Europa.  "I morti sul lavoro sono quasi il doppio degli assassinati, i decessi sulle strade otto volte più degli omicidi". Il Censis evidenzia che nel 2007  nel nostro Paese le morti sui luoghi di lavoro sono state 1.170, di cui 609 per infortuni stradali, ovvero lungo il tragitto casa-lavoro o in strada durante l'esercizio dell'attività lavorativa. “Nel contesto europeo, l'Italia -  avverte il Censis -  è di gran lunga il Paese  dove si muore di più sul lavoro. Se si escludono gli infortuni in itinere o comunque avvenuti in strada, non rilevati in modo omogeneo da tutti i Paesi europei, si contano 918 casi in Italia, 678 in Germania, 662 in Spagna, 593 in Francia (in questo caso il confronto è riferito al 2005). Altro triste primato spetta all'Italia, nel contesto europeo:le vittime degli incidenti stradali. Nel 2006, in Italia, i decessi sulle strade sono stati 5.669, un dato che supera di gran lunga quello registrato in altri Paesi europei anche più popolosi del nostro come Regno Unito (3.297), Francia (4.709) e Germania (5.091). Gli altri Paesi hanno fatto meglio di noi negli interventi tesi a ridurre i decessi sulle strade: nel 1995 la Germania era maglia nera in Europa, con 9.454 morti in incidenti stradali, ridotti a 7.503 già nel 2000, per poi diminuire ancora ai livelli attuali. In Francia, si è passati dagli 8.892 morti sulle strade nel 1995 agli 8.079 nel 2000, per poi registrare un ulteriore calo. La riduzione in Italia c'è stata (i morti erano 7.020 nel 1995, 6.649 nel 2000, fino agli attuali 5.669), “ma non in maniera così rapida -  sottolinea il Censis -  tanto da diventare il Paese europeo in cui è più rischioso spostarsi sulle strade”.
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Verso la costituente della sinistra, nonostante Chianciano
scritto da michele frascaro
 31 luglio 2008
nichi_vendolaBari, comitato regionale di rifondazione comunista: qui si gioca in casa, ma tira pur sempre un'aria strana. Hanno deciso di vedersi nella sede regionale del partito i militanti del Prc pugliese aderenti alla mozione 2, i seguaci di Nichi Vendola, il candidato alla segreteria nazionale del Prc, sconfitto nell'ultimo congresso di Chianciano dalla coalizione di mozioni che ha eletto Paolo Ferrero alla guida del partito. Non ci sono volti tristi, tutt'altro, tuttavia c'è la consapevolezza di essere una parte del corpo totale del partito; certamente maggioritaria in Puglia, ma pur sempre una parte. Alla spicciolata arrivano da Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto, la federazione più decimata. Presenti l'assessore regionale Michele Losappio e il capogruppo Arcangelo Sannicandro; assenti, se pur per diverse ragioni, i consiglieri Pietro Mita e Piero Manni. Dopo oltre un'ora di ritardo arriva il Presidente, il candidato sconfitto, per tutti il compagno Nichi. Nella sala che ospita il comitato regionale non ci sono più posti a sedere, si conteranno poco più di un centinaio di persone, con una consistente presenza femminile. Dopo la relazione introduttiva del segretario regionale Nicola Fratoianni, spazio agli oltre venti interventi prenotati: c'è l'analisi della sconfitta di Chianciano, c'è la valutazione sulle possibilità di tenuta di una maggioranza disomogenea che guida il partito, e le prospettive che si aprono per chi aveva investito, sin dalla nascita di Rifondazione comunista, in una forte attività di innovazione e oggi si ritrova a registrare un forte passo indietro. Avanza negli interventi l'ipotesi dell'organizzazione della mozione due in area politico-programmatica; qualcun'altro parla di un'associazione, qualcun'altro ancora propone più esplicitamente la fuoriuscita dal Prc, in modo da avere completamente le mani libere per avviare un lavoro politico che possa condurre alla creazione di un vasto soggetto di sinistra.

Quando Vendola prende la parola si rompe un'attesa durata forse tanto per quei militanti smarriti, ma al tempo stesso, desiderosi di capire subito che direzione prendere: “Stiamo costruendo collettivamente un orientamento”.

 

 

 

Ascolta l'audio dell'intervento di Nichi Vendola

 

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Usi e abusi romani

scritto da LUCA TRINCHIERI

27 luglio 2008

482f6eb38aeee_normalRoma - C´è pure la televisione, per raccontare come la gioventù romana si diverte a Trastevere il venerdì sera. L´ora dell´aperitivo. Le vie attorno a piazza Trilussa gremite di persone. Cinque o sei bancarelle di venditori ambulanti. Un ragazzo ha appena regalato un paio di orecchini alla sua fidanzata. Le sirene della polizia colgono tutti di sorpresa.
Non è un semplice controllo: tre macchine e una camionetta vuota che ha tutta l´impressione di dover essere riempita. È la prima operazione contro i venditori ambulanti dopo l´entrata in vigore del decreto sicurezza, che amplia i poteri per i sindaci in materia di ordine pubblico. Mi fermo ad osservare, come molti altri. Non è curiosità, la mia. È un istinto di controllo.
I poliziotti iniziano a sbaraccare i banchetti. Via la merce, raccolta sommariamente nei lenzuoli su cui era disposta. Un agente tiene un indiano stretto per il braccio, mentre dal suo viso trapela tutto, la paura, la rassegnazione, fuorché l´istinto di scappare. È ammutolito.
Un donnone africano, del Togo, è invece molto più loquace. Se la prende quando l´agente raccoglie violentemente i lembi del telo a cui erano appoggiati gli orecchini e le collane che vendeva. «fammi mettere nella borsa, almeno!» dice all´agente. «Non scappo, non ti preoccupare, ecco il mio permesso di soggiorno». «Ma perché tutto questo? - dice – non stavo facendo nulla di male». All´agente scappa un sorriso, forse un po´ amaro: «è il mio lavoro». Poi la donna incalza: «conosco la nuova legge.
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Terzo incidente sul lavoro in tre giorni

25 luglio 2008


Un altro grave incidente sul lavoro si è verificato questa mattina a Cavallino, in provincia di Lecce: un manovale di 61 anni Vito Montanaro, di Lizzanello, mentre era intento a realizzare alcuni lavori di intonacatura all'interno della scuola elementare “Don Minzoni”, è scivolato, battendo violentemente la parte laterale della testa contro il gradino di una scala. Pare che il lavoratore indossasse regolarmente il casco, ma nonostante questo, le conseguenze dell'incidente sono decisamente gravi: l'uomo è ricoverato in prognosi riservata presso il reparto di neurochirurgia del Vito Fazzi di Lecce.
 
Lecce: ancora un incidente sul lavoro
scritto da michele frascaro
23 luglio 2008
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A sole 24 ore di distanza dall'incidente sul lavoro che si è verificato ieri a Lecce nel cantiere dove è in costruzione l'hotel Hilton, oggi un nuovo grave infortunio ad un lavoratore in un cantiere del capoluogo salentino. Un'altra caduta dall'alto. Salvatore Botrugno, 43 anni, di Scorrano, è precipitato al suolo da un'altezza di cinque metri da una scala in legno, mentre era intento a smontare le luminarie installate sulla facciata della chiesa della Madonna del Carmine, nei pressi di Piazzetta Tancredi, sede del Rettorato.
Da una prima ricostruzione effettuata dagli agenti della Questura di Lecce intervenuti sul posto, è emerso che la scala sulla quale l'operaio era al lavoro fosse a ridosso di un  palo, il quale era collegato con un tirante in ferro alla facciata della chiesa. Questo tirante, ad un certo punto, ha ceduto, facendo cadere il palo, che ha urtato la scala precipitata poi giù, insieme al lavoratore.
L'uomo è stato soccorso dai colleghi e trasportato con un'ambulanza del 118 nell'ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove i medici hanno diagnosticato un leggero trauma cranico e la frattura del bacino, per la quale si è reso necessario un intervento chirurgico. Guarirà in 40 giorni.
Gli ispettori dello Spesal, incaricati di condurre le indagini, sul posto non hanno trovato traccia nè di imbracature, nè di caschi, anche se, a leggere la dinamica dell'incidente, "l'imbracatura, a quel punto, sarebbe servita a poco; il lavoratore sarebbe caduto ugualmente".Le indagini serviranno ad accertare se nel cantiere di Piazzetta Tancredi leoperazioni di smontaggio delle luminarie si stessero svolgendo in sicurezza oppure no: a tal fine sono stati già ascoltati dagli inquirenti alcuni colleghi del lavoratore infortunato, in attesa di poter sentire dalla viva voce dell'operaio il racconto di quest'ennesimo incidente sul lavoro che fortunatamente non ha prodotto vittime. Anche se c'è veramente poco da rallegrarsi: in Italia, ogni anno sono 30mila i lavoratori che conseguono invalidità permanenti a seguito di incidenti sui luoghi di lavoro: un'autentica piaga sociale.

 

 

 

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