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MERCAN DEDE - LUDOVICO EINAUDI Salento Negroamaro, rassegna delle culture migranti della Provincia di Lecce, continua il suo viaggio alla scoperta della civiltà arabo-islamica. Domenica 22 luglio alle ore 21.00 (ingresso 10 euro) in Piazza Del Popolo a Copertino con il concerto di Mercan Dede e Ludovico Einaudi prosegue la sezione dedicata alla musica, diretta da Nabil Ben Salameh e Michele Lobaccaro fondatori dei Radiodervish. Lo spettacolo vede sullo stesso palco Mercan Dede e Ludovico Einaudi, due musicisti cosmopoliti che, pur provenendo da due scene diverse (l’ambiente della musica contemporanea nel caso di Einaudi, la musica sufi con suoni propri del clubbing e dell’elettronica nel caso di Mercan Dede), hanno deciso di incontrarsi in un progetto speciale. Da una parte, dunque, le atmosfere rarefatte di Ludovico Einaudi, il pianista e compositore di Torino che continua a muoversi in una perenne ricercare tra musica per il cinema, composizioni per pianoforte e interessanti aperture verso le sonorità d’altre culture. Dall’altra, le mistiche sonorità sufi di Mercan Dede artista dalle molteplici sfaccettature che presenta una fusione unica di tradizione mediorientale e elettronica. Ad unirli la costante ricerca, il tentativo di andare oltre i generi, contaminandosi con elementi diversi alla ricerca di una indagine sul sacro odierno. Sul palco assieme a loro 3 ballerine sufi e alcuni musicisti turchi. Mercan Dede (vero nome Arkin Allen) è come si può intuire dalla sua musica, un artista dalle molteplici sfaccettature. Egli presenta una fusione unica di tradizione sufi e di elettronica. Il flauto ney fraseggia una melodia ipnotizzante, le vibrazioni frenetiche dell'oud e il ritmo ripetitivo del derbouka descrivono un'avventura meditativa, trascendente, in cui l'energia del ritmo chiama a se l'Occidente e i suoi beat elettronici imperturbabili, mentre i suoni mixati conferiscono all'atmosfera generale un sapore contemplativo. La tradizione sufi ha trovato un punto fermo nella musica di Mercan Dede, il suo ancoraggio alla contemporaneità ha fatto il resto. Nato in Turchia, Arkin Allen decide di imparare a suonare il ney, flauto tradizionale, verso i 15 anni, poi le percussioni. Terminati gli studi, parte per il Canada e si stabilisce a Montreal. Scopre nella techno un nuovo modo di radunare le persone nella trance. Nel 1997 fonda il Mercan Dede ensemble, nome simbolico che designa un dignitario sufi, quale esperienza musicale in cui si fondono tradizione ottomana e modernità occidentale. Canti sufi, beat elettrici, influenze jazz ci conducono verso zone inesplorate e tuttavia familiari. Si è esibito con artisti di grande levatura come Ludovico Einaudi in Italia, Kani Karaca e Ihsan Ozgen in Turchia, Natacha Atlas, Omar Sosa o Groove alla Turca in tutto il resto del mondo. Ha composto la colonna sonora di un documentario sulla musica sufi per la televisione tedesca e partecipato alla creazione di un progetto di danza moderna. Ludovico Einaudi, pianista e compositore, è tra le figure di punta della musica contemporanea europea. L'album ‘Le onde' (1996), pubblicato da Bmg Ricordi (e ristampato con una nuova registrazione da Ponderosa Music & Art nel 2004), rappresenta un momento essenziale nella carriera di Einaudi, al suo primo lavoro solista vero e proprio. ‘Stanze' (1990) raccoglie infatti 16 composizioni a sua firma, ma l'interpretazione era stata affidata all’arpa elettrica di Cecilia Chailly. Con ‘Le onde' Einaudi assembla e interpreta un ciclo di ballate per pianoforte ispirato dall'omonimo romanzo di Virginia Woolf, che vede le onde come simbolo della vita. Il disco, concentrato di quel suono circolare, raffinato e minimalista che lo porterà al successo, sarà pubblicato un paio di anni dopo nel Regno Unito, finendo per riscuotere unanimi consensi di pubblico e di critica. L'atteso seguito si intitola ‘Eden Roc' (Bmg Ricordi, 1999) e prosegue la ricerca sull'approfondimento della canzone strumentale iniziata con ‘Le onde’, con l'aggiunta di un quintetto d'archi. Il lavoro è caratterizzato dalla collaborazione con l’armeno Djivan Gasparijan, maestro indiscusso del duduk (piccolo oboe in legno di albicocco). Dove inserire i cd di Einaudi in un immaginario negozio di dischi? «Non saprei - rispondeva all’epoca. In qualche modo i reparti di musica classica hanno un che di morto e sono troppo legati al passato. Preferirei trovare spazio in un ambiente più mescolato, al di fuori dei generi». Una curiosità: i suoi punti di riferimento spaziano dai Beatles e i Radiohead a Luciano Berio, da Miles Davis a Bob Dylan passando per Henryk Gòrecki e Philip Glass. Sul finire del 2001 è tempo di ‘I Giorni' (Bmg Ricordi). Una dozzina di brani per piano solo, che si traducono in «una sorta di riflessione in musica», sulla scia di un viaggio africano. «Un giorno, un po' di tempo fa, durante un soggiorno nel Mali ero in macchina con un amico, Toumani Diabate, celebre virtuoso della kora, quando all'improvviso ho sentito una musica incantevole. Un'antica melodia del 1200. Tornato a casa per la registrazione del mio nuovo disco, ho cominciato a improvvisare ripensando a quella musica dolce e malinconica e così ho vinto il mal d'Africa». In Mali, per la precisione vicino all'oasi di Essakane, ritornerà nel gennaio 2003, per partecipare alla terza edizione del ‘Festival au Désert', la ‘Woodstock delle musiche del mondo', celebrazione della cultura del popolo Tuareg del Sahara. Questa volta a riportarlo in Africa è Ballaké Sissoko, altro mostro sacro della kora. Un brano di quella performance dal vivo, ‘Chameaux', sarà inserito nel disco dal vivo 'Le Festival au Désert' (Triban Union/Ponderosa Music & Art). Einaudi ricambierà il favore invitando Sissoko in Italia per una serie di concerti all'insegna dell'improvvisazione su un repertorio di temi maliani con cui registrano l’album ‘Diario Mali’ (Ponderosa Music & Art), poi ripubblicato nel 2006. Il 2003 è caratterizzato da puntuali 'tutto esaurito' nelle sale teatrali dove si esibisce: in Italia come all'estero. A cominciare dalla Gran Bretagna, dove nel frattempo esce ‘Echoes (The Einaudi Collection)', una raccolta di successi dei suoi primi album da solista, che supererà quota 100 mila copie vendute. Nello stesso anno incide il doppio live ‘LaScala:Concert 03 03 03' (Bmg Ricordi) al Teatro degli Arcimboldi di Milano, che raccoglie tutti i brani più noti dell'autore e contiene anche un omaggio al rock con una versione distillata di “Lady Jane” dei Rolling Stones. Nel frattempo, la critica applaude a scena aperta: «Il merito di Einaudi? Aver riportato in auge, modernizzandola, la figura del pianista-autore-interprete delle proprie musiche». Quando esce ‘Una mattina’, il primo album per la britannica Decca, nell’autunno del 2004, il disco schizza subito al primo posto delle charts britanniche della classica. Einaudi prosegue la sua ricerca intorno alla ‘canzone strumentale’ applicando l'approccio colto ai temi e alle forme della musica popolare. E forse questa è una delle eredità che provengono dal periodo passato ‘a bottega’ con Luciano Berio. A colpire nel segno le melodie ondulatorie in continuo movimento, fra accelerazioni improvvise e altrettanto subitanee sospensioni, mai così solari e ‘positive’. Da quel momento, inizia un tour, fortunato e pressoché infinito, che porta Ludovico Einaudi in giro per l’Europa e gli offre spunti per collaborazioni inedite e sempre più stimolanti, in bilico tra suoni colti e avanguardia, suggestioni etniche ed elettronica. Nell’autunno 2006 esce ‘Divenire’ (Decca), l’ultimo capitolo discografico. Il programma si concluderà martedì 18 settembre (ore 21.30 – ingresso gratuito), nell’atrio di Palazzo dei Celestini a Lecce, con i Radiodervish che proporranno Il verbo degli uccelli, suite orientale ispirata ad uno dei classici della letteratura sufi scritto nel XII secolo dal mistico persiano Farid Attar; i personaggi e le vicende narrate offrono una materia ideale per le preziose atmosfere orientali e fiabesche richiamate dalle melodie e dal canto dei Radiodervish. Canto e percussioni: Nabil; chitarre, basso, percussioni: Michele Lobaccaro; harmonium e tastiere: Anila Bodini; voce recitante: Teresa Ludovico. Salento Negroamaro 2007 è promosso dalla Provincia di Lecce e dall’Istituto di Culture Mediterranee in collaborazione con Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione Puglia, il Centro Internazionale di Cooperazione Culturale C.I.C.C., il Gruppo Italgest, il Monte dei Paschi di Siena, la Fondazione Mediterraneo, il Consiglio Internazionale del Cinema e della Comunicazione dell’UNESCO, il Cts, la Conferenza Permanente degli Audiovisivi del Mediterraneo (CO.PE.A.M.), l’Accademia d’Egitto e numerose rappresentanze diplomatiche dei paesi arabi in Italia, le cattedre di Lingua e letteratura araba delle Università del Salento e di Palermo. Inoltre anche per l’edizione del 2007, per la sua rimarchevole attività di promozione culturale, la rassegna Negroamaro si svolgerà sotto l’egida dell’UNESCO nell’ambito della campagna Alleanza Globale per la Diversità Culturale. Salento Negroamaro ha inoltre ottenuto il premio Cultura di Gestione promosso da Federculture, uno dei massimi riconoscimenti nazionali nell’ambito delle attività culturali. Programma Musica: mercoledì 4 Luglio (ore 21.30) Castello di Otranto – ingresso gratuito Idir sabato 7 luglio (ore 21.30) – Palazzo dei Celestini di Lecce – ingresso gratuito Soeur Marie Keyrouz martedì 17 luglio (ore 21.30)– Castello di Acaya - ingresso gratuito Natacha Atlas sabato 21 luglio (ore 21.30) – Casarano - ingresso gratuito Orchestra di Nazareth domenica 22 luglio (ore 21.30) – Copertino – INGRESSO 10 EURO Mercan Dede e Ludovico Einaudi martedì 18 settembre (ore 21.00) – Palazzo dei Celestini di Lecce - ingresso gratuito Radiodervish in Il verbo degli uccelli |
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Inaugurazione Fondazione "Daniela e Paola Onlus" Sabato 21 luglio Salento Negroamaro, in collaborazione con Comune di Casarano e Italgest, ospita una serata in memoria delle sorelle Daniela e Paola Bastianutti, vittime innocenti degli attentati terroristici di Sharm-el-Sheik in Egitto del 23 luglio 2005. Alle 19.30 nella piazza intitolata alle due sorelle di Casarano si terrà l'inaugurazione della Fondazione "Daniela e Paola Onlus" alla presenza di Massimo D'Alema, Ministro degli Esteri e vice presidente del Consiglio, Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, Giovanni Pellegrino, Presidente della Provincia di Lecce, Remigio Venuti, sindaco di Casarano, Paride De Masi, Presidente Italgest, Claudio Bastianutti, presidente della Fondazione Onlus Daniela e Paola. Interverrà Farouk Hosny, Ministro della Cultura della Repubblica Araba d'Egitto che sarà insignito da parte dell'Unesco della medaglia Federico Fellini. La Fondazione Daniela e Paola Onlus, è stata costituita per volontà dei genitori delle due giovani sorelle. Claudio e Laura Bastianutti, con straordinaria e ammirevole forza d’animo, hanno costituito questa fondazione. Lo scopo principale che si prefigge è quello di aiutare bambini, che le Istituzione preposte vorranno assegnarle, orfani, abbandonati dai genitori o tolti alla famiglia naturale perchè giudicata inidonea al sostentamento della prole. Altro importante obbiettivo che la Fondazione si propone di raggiungere è quello di incentivare la cultura dell’affido e dell’adozione. L’Amministrazione comunale di Casarano ha messo a disposizione della fondazione il complesso adiacente la chiesa di Santa Maria della Croce (Casaranello) conosciuto come ex-Lazzaretto, che da settembre prossimo, grazie anche al sostegno di Italgest, ospiterà i bambini, occupandosi della loro assistenza e istruzione. Alle 20.30 la Fondazione ospiterà la mostra fotografica intitolata Shabana, reportage di Kash Gabriele Torsello dedicato all'infanzia negli scenari di guerra. Gabriele Torsello, in arte Kash, vive tra il Salento e Londra, dove opera come fotografo professionista: ha realizzato reportage in alcune delle zone più calde del pianeta (dal Kashmir al Nepal, quindi India e Afghanistan), prestando particolare attenzione alle condizioni reali di vita delle popolazioni, documentandole direttamente dal loro punto di vista. Nelle sue foto denuncia realtà terribili, ma anche la voglia e la determinazione a ricostruire la propria serenità. Autore del primo libro fotogiornalistico al mondo sul Kashmir, dal titolo “The heart of Kashmir”, tra gli scatti più recenti le donne afghane e le loro condizioni di vita. Nel settembre 2006 torna in Afghanistan per documentare la nuova ondata di violenza e il 12 ottobre viene sequestrato e rilasciato dopo 23 giorni di prigionia. Nell'ambito di Salento Negroamaro 2007 ha curato la mostra Staramascè, che prende il nome da un tipico saluto afghano: trenta gigantografie, attimi di vita in Kabul, Badakhshan, Khost e Kandahar, affisse in trenta piazze di comuni salentini. Sguardi, gesti ed emozioni per scatti che vogliono raccontare una realtà a noi lontana eppure insospettabilmente vicina al nostro mondo e alla nostra quotidianità. L’avvicinamento alla terra Afghana avviene attraverso immagini di persone tormentate da lunghe guerre ma intenzionate a riemergere e a ricostruire una vita di armonia, in pace con culture diverse. Inoltre Lamarque. Museum & Artlab di Maglie ospita le trenta immagini sino al 2 settembre (apertura dal lunedì al venerdì ore 10,00/13,00 – 17,00/20,00, sab.- dom. e festivi: 17,00/20,00 – ingresso 5 euro). Infine dalle 21.00 con l'Orchestra Araba di Nazareth prosegue la sezione dedicata alla musica di Negroamaro, diretta da Nabil Ben Salameh e Michele Lobaccaro (Radiodervish), che ha l’intento di proporre al pubblico una prospettiva sul mondo arabo scevra da pregiudizi e distorsioni di immagine che inevitabilmente hanno pesato, e pesano tuttora, sullo sguardo occidentale e sulla percezione che gli stessi arabi hanno di se stessi. L’Orchestra di Nazareth è attiva da circa un decennio nell’opera di rivisitazione ed esecuzione della grande musica araba, dalla leggendaria cantante egiziana Oum Koultum alla libanese Feyrouz. Costituitasi originariamente ad Haifa, dal cui Conservatorio provengono tutti i componenti in egual misura palestinesi ed israeliani, si è poi definitivamente trasferita nella città di Nazareth. Rappresenta quindi un esempio ideale di convivenza artistica e religiosa, in quanto al suo interno sono rappresentate le tre grandi religioni monoteiste del nostro tempo. Al suo interno infatti convivono musicisti cattolici, ebrei e musulmani. L’Ensemble interamente acustico (7 musicisti) si avvale degli strumenti arabi classici (archi, qanun, oud, percussioni) e delle voci della palestinese Hiba Bathish. ed ha effettuato numerose tournee in tutto il mondo e in Francia è divenuta l’orchestra stabile della grande vocalist araba, ma di radici ebraiche, Sapho. Il repertorio dell’orchestra, in maggior parte, è preso dalle ballate dell’egiziana Oum Koultum, vera e propria leggenda del mondo della musica araba. Ma i pezzi dell’orchestra di Nazareth sono anche di altri compositori della musica araba, quasi tutti egiziani. Il concerto è un inno alla pace. E il loro vivere e suonare insieme è la migliore prova che con la buona volontà e la fede, in tutte le religioni, si può vivere in amore e in pace. Salento Negroamaro 2007 è promosso dalla Provincia di Lecce e dall’Istituto di Culture Mediterranee in collaborazione con Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione Puglia, il Centro Internazionale di Cooperazione Culturale C.I.C.C., il Gruppo Italgest, il Monte dei Paschi di Siena, la Fondazione Mediterraneo, il Consiglio Internazionale del Cinema e della Comunicazione dell’UNESCO, il Cts, la Conferenza Permanente degli Audiovisivi del Mediterraneo (CO.PE.A.M.), l’Accademia d’Egitto e numerose rappresentanze diplomatiche dei paesi arabi in Italia, le cattedre di Lingua e letteratura araba delle Università del Salento e di Palermo. Inoltre anche per l’edizione del 2007, per la sua rimarchevole attività di promozione culturale, la rassegna Negroamaro si svolgerà sotto l’egida dell’UNESCO nell’ambito della campagna Alleanza Globale per la Diversità Culturale. Salento Negroamaro ha inoltre ottenuto il premio Cultura di Gestione promosso da Federculture, uno dei massimi riconoscimenti nazionali nell’ambito delle attività culturali. |
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Venerdì 20 luglio Incontro Ore 10.00/14.00 “Proposte e nuovi modelli di scambio e diffusione per i materiali degli archivi audiovisivi” “(…) un archivio più del presente che del passato, e i materiali valorosamente raccolti non stanno là nelle scaffalature in una indeterminata attesa, diventando cioè sempre più archivio, secondo il vecchio vocabolario, ma sono invece percorsi da una viva impazienza di entrare nella dialettica odierna delle lotte democratiche, di contribuire a creare una informazione più libera fin dalla sua radice.” (Cesare Zavattini) Presentazione del progetto Film di cassetto – fotogrammi di famiglia a cura di Archivio Cinema del reale e Home Movies. Coordina: Antonio Medici (critico cinematografico) Partecipano: Home Movies - Bologna, OVNI - Barcellona, Archivio Cinema del Reale - Lecce, CICT – Unesco Proiezioni: ore 21.00 Liberi! Riprese di Adriano Pallotta, 1974-78 – Italia, 2007, Dvcam, colore, 15’ (formato originale 8mm) Montaggio di Federico Della Corte. Musiche dal vivo di Donatello Pisanello Un infermiere filma l’abbattimento delle recinzioni e l’apertura del Padiglione 16 dell’Ospedale psichiatrico “Santa Maria della Pietà” di Roma nel 1974. Le persone, internate da anni nel manicomio, possono finalmente uscire a fare una passeggiata nel parco. A partire da quel momento, l’abolizione dei mezzi di contenzione, la libera circolazione dei pazienti, la realizzazione del primo padiglione misto (maschile e femminile) e del laboratorio di cucito e ricamo creano un clima gioioso che offre l’opportunità di socializzare, di celebrare feste di compleanno e veglioni di carnevale, e si riconquista perfino la possibilità di usare forchetta e coltello durante pasti e occasioni conviviali. Il film, montato da Federico Della Corte; musiche dal vivo di Donatello Pisanello. Donatello Pisanello è musicista, arrangiatore di musica tradizionale salentina e compositore di colonne sonore. Suona organetto, chitarra, mandola, mandolino, bouzouki. Laureato in filosofia, da sempre si dedica alla ricerca e all´arrangiamento della musica tradizionale salentina considerandola viva e piena di stimoli. Nel 1993 è tra i fondatori di Officina Zoè, gruppo musicale con cui condivide tuttora la sua carriera artistica. Riprese: Adriano Pallotta, 1974-78 Montaggio: Federico Della Corte, 2007 Musiche dal vivo: Donatello Pisanello ore 21.20: Ti regalerò una rosa Videoclip della canzone di Simone Cristicchi di Alberto Puliafito – Italia, 2007, DVD, colore, 4’ Sulle note della canzone, che ha reso ‘popolare’ una realtà a molti ancora sconosciuta, quella della malattia mentale e dei manicomi, gli ambienti degli ex-ospedali psichiatrici vengono ripresi nello stato di abbandono in cui ora versano, rievocando scene di vita vissuta dai ‘matti’ all’interno di quei luoghi per anni inaccessibili. Il brano Ti regalerò una rosa, vincitore dell’edizione 2007 del Festival di Sanremo, è una canzone in forma di lettera, lacerante e commovente che un ‘matto’ lascia alla sua innamorata come testamento. Una rosa, che simboleggia il sentimento puro nato a dispetto delle costrizioni e delle condizioni di vita imposte all’interno delle Istituzioni manicomiali. Regia: Alberto Puliafito
ore 21.30: Il magnifico sette di Paolo Pisanelli – Italia, 1998, Dvcam, colore, 16’ Il Magnifico Sette è un western da camera, una narrazione fantastica mossa dal desiderio di avventura, amore, giustizia sociale. Il desiderio attraversa la memoria del narratore e supera il dolore della malattia mentale: farsi attraversare dalla scarica elettrica delle parole provoca un vortice tra cinema e vita. È tutta finzione / è tutta realtà che prende corpo nella rappresentazione. “L’attore Robert Vaughn” racconta la sua esperienza di pistolero nel film I Magnifici Sette. Il film è intrecciato alla sua vita: ricorda le sparatorie, gli 8 elettro-shocks a cui è stato sottoposto, individua i banditi nei malati del manicomio “Santa Maria della Pietà” di Roma, dove lui stesso è ricoverato. L’attore parla di attori, di cinema, dell’America e del West che non c’è più e, infine, svela la sua vera identità. Soggetto, Regia, Fotografia: Paolo Pisanelli Montaggio: Letizia Caudullo Suono: Gianluca Costamagna Produzione: Bigsur ore 21.50: Grido di Pippo Delbono – Italia, 2006, 35mm, colore, 75’ Un omone grande e grosso gira per Napoli su una vecchia Lambretta con un omino piccolo piccolo seduto dietro. L’omone si chiama Pippo Delbono, l’omino solo Bobò. L’omino è sordomuto ed è stato cinquant’anni nel manicomio di Aversa, da cui è uscito quando Delbono lo ha portato a vivere e a fare teatro con sé. Di Bobò non sapremo altro, né forse sarebbe possibile, ma cosa conta sapere? Conta che Delbono lo ha salvato, e salvandolo ha salvato anche se stesso. Il regista ha commentato così il suo film: “Questo film nasce dalla necessità di raccontare un’esperienza che mi ha trapassato la vita. Una lavorazione di due anni per estrarre l’essenza di una storia molto più lunga. Non volevo e non potevo scrivere una sceneggiatura, né inventare personaggi. La storia era presente lì, come le persone, vive. E insieme a questo c’è il mio desiderio di cercare nel linguaggio del cinema la libertà del volo, dell’irreale, del sogno, della poesia. Senza perdere la coscienza della verità”. Soggetto, Regia, Sceneggiatura: Pippo Delbono Fotografia: Cesare Accetta Montaggio: Jacopo Quadri, Alessio Borgonuovo Suono: Max Gobiet, Daghi Rondinini, Emanuele Cecere Produttori: Angelo Curti, Pippo Del Bono, Marco Muller, Dino Sommadossi Produzione: Provincia Autonoma di Trento, Compagnia Pippo Delbono, Teatri Uniti. ore 23.10: Il pane nudo di Rachid Benhadj – Algeria, 2004, 35mm, colore, 100’ Tratto dalla storia vera dello scrittore marocchino candidato al Premio Nobel Mohamed Choukri, voce censurata per anni dalle correnti oltranziste del mondo arabo, Il pane nudo è il racconto autobiografico di un uomo alla ricerca di riscatto dal proprio destino senza speranza, già segnato fin dall’infanzia. Privo di mezzi di sostentamento, oppresso da un padre tirannico e dal degrado umano dell’analfabetismo e dell’ignoranza, a vent’anni Mohamed impara che la scrittura è la chiave per diventare padrone della propria esistenza. Scopre il valore di avere un’istruzione e riesce a trovare attraverso di essa una via per trasformare in senso positivo la sua rabbia e le esperienze della sua vita. Interpretato da Saïd Taghmaoui, già protagonista del film L’odio di Kassovitz, Il pane nudo è un film che parla la lingua universale di chi non smette di credere. Parla della parabola, autentica e unica, del potere della parola e della cultura di assegnare all’individuo la capacità di riflettere e incidere su se stesso e sul mondo. Soggetto, Regia, Sceneggiatura: Rachid Benhadj Fotografia: Pierluigi Santi Montaggio: Eugenio Alabiso Suono: Alberto Amato, Alessio Costantino Musica: Safy Boutella Produzione: Progetto Visivo S.r.l., A.E. Media Corporation, Esse&Bi Cin.Ca. S.r.l. |
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Il debutto dell'opera di Antonio Maiello, prodotta da David Zard, è stato rinviato dal 27 e 28 luglio al 4 e 5 agosto per ottimizzazioneVenerdì 27 luglio alle ore 12 presso Palazzo Adorno a Lecce si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dell’opera in due atti “Federico II – La danza del Falcone” diretta da Antonio Maiello e distribuita dalla Zard Entertainment & Communication Group, che descrive gli ultimi istanti di vita un grande uomo che ha segnato la storia del mondo. La messa in scena dell'opera è stata rinviata dal 27 e 28 luglio al 4 e 5 agosto sempre nel Fossato del Castello di Otranto.
L'appuntamento che rientra nel programma della settima edizione di Salento Negroamaro, rassegna delle culture migranti della Provincia di Lecce, è realizzato grazie alla sinergia tra Dipartimento Sviluppo Economico, Regione Puglia, Zard Group, Provincia di Lecce, Teatro Pubblico Pugliese e i Comuni di Bari, Barletta e Otranto.
Alla conferenza stampa hanno partecipato Giovanni Pellegrino, Presidente della Provincia di Lecce, David Zard, produttore Federico II - La danza del Falcone, Antonio Maiello, autore dell'opera, Alberto Versace, Direttore Generale del Dipartimento Politiche di Sviluppo - Ministero dello Sviluppo Economico, Luciano Cariddi, Sindaco di Otranto.
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CINEMA DEL REALE - L’ORIENTE DEL PENSIERO Fughe nel reale di migranti, partigiane, artisti e matti Dal 18 al 21 luglio il Castello Risolo di Specchia (Le) ospita la quarta edizione di Cinema del reale, ideata e organizzata da Big Sur, immagini e visioni, con la direzione artistica del filmaker Paolo Pisanelli, che rientra nell’articolato programma del festival Salento Negroamaro, rassegna delle culture migranti della Provincia di Lecce. Cinema del reale è un evento dedicato agli autori e alle opere, cinematografiche e video, che offrono descrizioni e interpretazioni personali e singolari delle realtà del mondo, passate e presenti. Generi documentari differenti, confluiscono in questa “festa” in cui si proiettano film sperimentali, film-saggio, diari personali, film di famiglia, grandi reportage, inchieste storiche, narrazioni classiche, racconti frammentari. Nessun commento | Aggiungi ai preferiti (66) | Copia sul tuo sito | Stampa | E-mail |
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Salento Negroamaro, rassegna delle culture migranti della Provincia di Lecce, prosegue il suo viaggio alla scoperta della civiltà arabo-islamica. Dal 4 luglio prende il via infatti la sezione dedicata alla musica, diretta da Nabil Ben Salameh e Michele Lobaccaro (Radiodervish), che ha l’intento di proporre al pubblico una prospettiva sul mondo arabo scevra da pregiudizi e distorsioni di immagine che inevitabilmente hanno pesato, e pesano tuttora, sullo sguardo occidentale e sulla percezione che gli stessi arabi hanno di se stessi. I direttori artistici intendono proporre, attraverso la musica, uno sguardo sul mondo arabo attuale. Il percorso si snoderà essenzialmente su due versanti: quello facente capo alla tradizione spirituale sufi e quello che fa riferimento al grande patrimonio laico della storia culturale araba del Novecento. In questo viaggio faranno da guida due personaggi, molto diversi tra loro, ma che permettono di aprire due panorami profondi sul mondo arabo: la grande Oum Khaltoum (1904-1975), considerata la più grande cantante araba, e Jallaludin Rumi (1207-1273), poeta, mistico, filosofo, grande personalità celebrata, proprio nel 2007, dall’UNESCO. - Nessun commento | Aggiungi ai preferiti (57) | Copia sul tuo sito | Stampa | E-mail |
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Marina di Andrano (Le) Da mercoledì 4 a venerdì 6 luglio Astragali Teatro presenta a Marina di Andrano (Le) l’anteprima assoluta di Persae, lo spettacolo, per la regia di Fabio Tolledi, liberamente tratto dalla tragedia di Eschilo “I Persiani”. Questa nuova produzione teatrale internazionale sostenuta dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Lecce, dalla Fondazione Culturale Europea e dal Comune di Andrano, rientra nell’articolato programma della settima edizione di Salento Negroamaro, rassegna delle culture migranti della Provincia di Lecce, quest’anno interamente dedicata al rapporto tra la civiltà occidentale e quella arabo-islamica. Lo spettacolo è la parte finale di una residenza artistica che ha coinvolto, oltre alla compagnia di Astràgali, un gruppo selezionato di attori e attrici provenienti da Siria, Giordania, Albania e Cipro: Lenia Gadaleta, Roberta Quarta, Ahmad Mohamad Akram Massad. Serena Stifani, Shereen Nadeem Fahed Zoumot, Fatima Sai, Heleni Hadjiafxendi, Iula Marzulli, Antonio Palumbo, Kamel Kamal Najmah, Enton Kaca, Gaetano Fidanza, Marzouk Mejri Manuela Mastria, Assane Diopp, Mauro Tre, Eleonice Mastria. Lo spettacolo coprirà un’ampia zona della marina, avrà inizio nei pressi della Grotta verde, da qui spettatori e attori inizieranno un percorso che si concluderà nei pressi della Botte. Il tipo di intervento previsto, nell'ormai consolidata prospettiva di Astragali Teatro di attraversamento reale dei luoghi in cui svolge la sua azione, mira alla valorizzazione dello straordinario contesto naturale in cui si svolge lo spettacolo. Astràgali Teatro lavora da tempo in questa direzione che vede l’azione teatrale legarsi a luoghi particolarmente suggestivi e importanti per una loro ‘rivisitazione’ in chiave inedita attraverso l’esperienza teatrale che unisce attori e spettatori alla scoperta della bellezza dei luoghi sotto una luce diversa. E soprattutto la scelta di realizzare “Persae” sul mare è un segno legato alla sostanza di questo mare, flusso di uomini e donne in fuga dalla miseria o dalla guerra, che spesso in questo mare scompaiono senza lasciare traccia, come nella tragedia “I Persiani” la guerra lascia solo la traccia del dolore, senza un corpo su cui piangere. Queste “esistenze clandestine”, che si protendono su questo mare cercando un approdo diverso, spesso rimangono irretiti nella costruzione di un’alterità nemica, della tautologia della paura. “Persae” è l'occasione per realizzare un lavoro comune tra artisti, attori e musicisti italiani, siriani, giordani, albanesi, ciprioti proseguendo il work in progress di Astràgali Teatro per la creazione di una Compagnia Teatrale Mediterranea. Obiettivo di questo lavoro è di elaborare una prospettiva meridiana che, nella consapevolezza della complessità delle dinamiche, nutra la potenzialità sincretica enorme che da sempre ha reso possibili incroci e contaminazioni. Per farlo, Astràgali teatro ha scelto una tragedia antica quanto profondamente attuale, “I Persiani” di Eschilo appunto, che da secoli parla al nostro cuore, ponendo al centro la possibilità di cogliere e accogliere il punto di vista dell’altro da sé. Lo spettacolo intreccerà varie lingue. La scelta del multilinguismo, oltre ad una esigenza artistica di ricerca sonora maturata in questi anni da Astràgali Teatro, è strumento fondamentale per rendere conto della molteplicità e della ricchezza poetica del Mediterraneo. La tragedia "I Persiani" di Eschilo del 472 a.c, è la più antica tragedia pervenutaci per intera, ed ha per oggetto un evento storico realmente accaduto - la sconfitta dei persiani da parte della coalizione greca, a Salamina. Eschilo fa una scelta audace: quella di raccontare la vicenda dalla parte del nemico. L’assunzione dello “sguardo del nemico" permette di confrontarsi con un’alterità dialogante, non con un’alterità nemica, che costituisce il fondamento più antico ed attuale della ricchezza plurale del Mediterraneo. Salento Negroamaro 2007 è promosso dalla Provincia di Lecce e dall’Istituto di Culture Mediterranee in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione Puglia, il Centro Internazionale di Cooperazione Culturale C.I.C.C., il Gruppo Italgest, il Monte dei Paschi di Siena, la Fondazione Mediterraneo, il Consiglio Internazionale del Cinema e della Comunicazione dell’UNESCO, il Cts, la Conferenza Permanente degli Audiovisivi del Mediterraneo (CO.PE.A.M.), l’Accademia d’Egitto e numerose rappresentanze diplomatiche dei paesi arabi in Italia, le cattedre di Lingua e letteratura araba delle Università del Salento e di Palermo. Inoltre anche per l’edizione del 2007, per la sua rimarchevole attività di promozione culturale, la rassegna Negroamaro si svolge sotto l’egida dell’UNESCO nell’ambito della campagna Alleanza Globale per la Diversità Culturale. Salento Negroamaro ha inoltre ottenuto il premio Cultura di Gestione promosso da Federculture, uno dei massimi riconoscimenti nazionali nell’ambito delle attività culturali. |
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venerdì 29 - sabato 30 giugno Castello Aragonese - Otranto (Lecce) Info www.ilvicinoriente.it Ingresso gratuito
IL VICINO ORIENTE Convegno internazionale sul Medio Oriente Venerdì 29 e sabato 30 giugno il Castello Aragonese di Otranto ospita “Il Vicino Oriente” convegno internazionale sul Medio Oriente organizzato dalla redazione dell’omonima trasmissione radiofonica di RadioRadicale, sito internet multimediale (www.ilvicinoriente.it) e prossimamente giornale periodico free-press. Il Convegno, patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dalla Regione Puglia, dall’Azienda di Promozione Turistica di Lecce e da Il Corriere del Mezzogiorno, rientra nell’articolato programma di Salento Negroamaro, rassegna delle culture migranti della Provincia di Lecce in questa settima edizione dedicata al rapporto tra la civiltà occidentale e quella arabo-islamica. Il Medio Oriente rappresenta con la sua storia, la sua cultura (laica e religiosa), le sue tradizioni e i suoi costumi, il luogo, in cui i percorsi delle donne e degli uomini di oriente ed occidente, interagiscono: si incontrano, si scontrano, si miscelano, si distruggono, si confrontano, si annientano. Il Medio Oriente ci emoziona, ci affascina, ci incuriosisce. tica alla più recente, racchiude tutti gli elementi e i particolari, tipici delle “grandi storie”. L’emozione, la passione, il desiderio, il cambiamento, la morte…. Questo è presente nei protagonisti delle vicende mediorientali ed è forse quello che più ci colpisce, che ci spinge alla ricerca di qualcosa che sentiamo particolarmente nostra. Quella mediorientale è ancora una dimensione vicina ai sogni, alle angosce, ai desideri e alla vita della gente. Per maggiori informazioni: www.ilvicinoriente.it Nessun commento | Aggiungi ai preferiti (71) | Copia sul tuo sito | Stampa | E-mail |
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