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Salento Negroamaro: Le Edizioni

 

LA STORIA DEL "FESTIVAL DELLE CULTURE" DELLA PROVINCIA DI LECCE
 

 

Il Mediterraneo è un grande bacino interculturale dove gli scambi tra tradizioni diverse hanno costruito koinè musicali e artistiche molto affascinanti. In questo ambito è dunque possibile cogliere una specificità mediterranea, interculturale, mettendola in relazione con quanto succede altrove, nel resto del mondo.

Il Salento, per la sua posizione geografica, è storicamente terra di migranti, cerniera tra mondi vicini e lontanissimi, in un mare che divide e unisce allo stesso tempo. Un luogo dove la clandestinità è una condizione reale e ideale, frontiera che può divenire un alveo nel quale coltivare e produrre suoni, melodie, parole e progetti che rimbalzino fra tradizione e modernità, luogo nel quale costruire canali di confronto e valorizzazione della produzione locale che abbracci un orizzonte nazionale ed europeo.

Nel 2001 la Provincia di Lecce ha deciso di mettere insieme tutte queste esperienze creando il festival Salento Negroamaro, rassegna delle culture migranti, che prende il nome da un vino votato al viaggio. Nel passato non tanto remoto, quando le produzioni salentine di massa erano orientate ad un vino da taglio, il negroamaro era molto ricercato per dare grazia, robustezza, e tessuto a vini di poca struttura di altre regioni d’Europa. Sempre per le sue caratteristiche di finezza negli uvaggi o nei tagli è considerato migliorativo di altri vitigni. Ancor più, lavorato in purezza, dà vini di eccellenza molto apprezzati e conosciuti nel mondo.

La musica, il teatro, l’arte, la scrittura, il vino hanno dato forma a questa terra del Sud Italia culturalmente in movimento. Salento Negroamaro, nelle sue diverse edizioni, ha esaltato l’immagine di un luogo capace di intercettare le culture e le arti degli uomini, oggi più che mai in movimento sul pianeta, uno spazio esso stesso riverbero di paesaggi preziosi e di umanità, parte attiva di questo grande incrocio di culture.

Nel corso degli anni Negroamaro si è trasformato in un festival dei festival, un contenitore multicodice ad alta densità culturale, un bene culturale capace di dare opportunità di conoscenza e di essere raduno di poetiche diverse e di diverse discipline.

Sin dalla prima edizione una delle caratteristiche del festival è stata quella di essere itinerante: una opportunità per riscoprire luoghi suggestivi e antichi palazzi, corti signorili e piazze rumorose, cave di pietra e castelli medioevali, costa ed entroterra di tutta la meravigliosa penisola salentina da Leverano a Santa Maria di Leuca, da Gugnano a Cursi, da Lecce ad Acaya, da Gallipoli e Otranto.

La musica ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella rassegna che ha accolto interpreti della scena internazionale. Nel 2001 il programma vive della poliedricità del musicista serbo Goran Bregovic, della dolcezza del compositore francese Renè Aubry, dell’intensità tzigana della Kocani Orchestra, del tango argentino di Juan Carlos Caceres, della sintesi tra classico e moderno di Jan Garbarek, dei ritmi cubani di Santiago e Habana e Pancho Amat.

 

Salento Negroamaro 2002
 
 
L’edizione del 2002 è segnata dall’evento Notre Dame de Paris, il musical tratto dal romanzo di Victor Hugo e musicato da Riccardo Cocciante, che viene replicato per quattro sere consecutive nell’Arena delle cave di Cavallino. Nella stessa estate Lecce acclama per la prima volta il grande cantore del rock Elvis Costello. La sezione “Mother Africa, Sister India” rientra nel percorso della ricerca nella musica contemporanea. Talving simg, Translobal underground, Fun-da-men-tal and Mukta sono i protagonisti di questa sezione.
 
Salento Negroamaro 2003
 
 
Nel 2003 Negroamaro incontra il Brasile grazie a “Serpiente Emplumada, Brasil Central do mundo”. Un omaggio ad un grande paese che oltre ogni facile esotismo, proprio per il suo straordinario rapporto con la musica, è una delle capitali culturali del pianeta. Il ministro della cultura del governo Lula Gilberto Gil, Maria Bethania, Caetano Veloso e Chico Cesar deliziano il pubblico salentino con le loro emozionanti esibizioni. Lo spazio per la musica è inoltre arricchito dalla presenza dei Kronos Quartet, di Max Raabe e la Palast Orchester, di Carlos Nunez, il più grande suonatore di “gaita” (la cornamusa galiziana), e dalle rassegne Salento Occitania, Sonos Reggae, Sonos Rock e Meridiano jazz.  
 
Salento Negroamaro 2004 
 
Il sodalizio con il Festival Sete sois sete luas, presieduto dai premi Nobel per la letteratura Dario Fo e Josè Saramago, è l’evento portante dell’edizione 2004 chiusa da un intervento sulla democrazia dello stesso Saramago. Sul palco di Palazzo dei Celestini a Lecce si alternano vecchie e nuove generazioni di musicisti portoghesi con Jorge Tuna, Ana Moura, Orquestra de Harmonicas de Ponte de Sor e Thecka. La rassegna presenta anche il festival reggae Boom Blust Summer Night che al fianco dei Sud Sound System, marchiati da Negroamaro nel loro fortunato tour europeo, vede interpreti italiani e internazionali del reggae, e il Festival dei Musicisti di Strada.

Salento Negroamaro 2005
 
 
Nel 2005 la quinta edizione vive del confronto con la terra di Capoverde, in occasione dei 30 anni dalla sua indipendenza, con la partecipazione del vecchio leone Bana e di Mariana Ramos, figlia del grande musicista Toy. L’edizione esalta l’intreccio tra musica e cinema con le intense esibizioni di Ennio Morricone e della sua orchestra di oltre duecento elementi e di Philip Glass, con la sonorizzazione dal vivo del film Koyaanisqatsi di Godfrey Reggio. Nel programma anche gli spagnoli Ska – p, i musicisti della residenza Sound Res, Boban Markovich e la sua Orchestra, Subsonica, Luciano.

Salento Negroamaro 2006
 
 
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L’edizione 2006 è stata interamente dedicata al continente africano nell’ambito della campagna dell’Unesco intitolata “Alleanza globale per la diversità culturale”. La sezione musicale, organizzata in collaborazione con l’associazione TimeZones, diretta da Lokua Kanza ha visto la partecipazione della senegalese Julia Sarr, dei congolesi Tambours De Brazza, del nigeriano Femi Kuti, dell’ivoriana Dobet Gnaorè. I due ospiti più importanti sono stati Cesaria Evora e Youssou N’Dour. Negroamaro ha inoltre ospitato il festival dei musicisti di strada e la residenza Sound Res.
 
 
 
Salento Negroamaro 2007
 
 
Salento Negroamaro 2007 è promosso dalla Provincia di Lecce e dall’Istituto di Culture Mediterranee in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione Puglia, il Centro Internazionale di Cooperazione Culturale C.I.C.C., il Gruppo Italgest, il Monte dei Paschi di Siena, la Fondazione Mediterraneo, il Consiglio Internazionale del Cinema e della Comunicazione dell’UNESCO, il Cts, la Conferenza Permanente degli Audiovisivi del Mediterraneo (CO.PE.A.M.), l’Accademia d’Egitto e numerose rappresentanze diplomatiche dei paesi arabi in Italia, le cattedre di Lingua e letteratura araba delle Università del Salento e di Palermo. Inoltre anche per l’edizione del 2007, per la sua rimarchevole attività di promozione culturale, la rassegna Negroamaro si svolge sotto l’egida dell’UNESCO nell’ambito della campagna Alleanza Globale per la Diversità Culturale. Salento Negroamaro ha inoltre ottenuto il premio Cultura di Gestione promosso da Federculture, uno dei massimi riconoscimenti nazionali nell’ambito delle attività culturali.

Il cinema è un’altra importante componente di Salento Negroamaro. Nel 2002 e nel 2003 il regista Edoardo Winspeare, autore dei film “Pizzicata”, “Sangue Vivo” e “Il miracolo” - in concorso nell’edizione 2003 della Mostra del Cinema di Venezia - cura la realizzazione delle collettive di cortometraggi di giovani autori salentini. “Sale” e “A Levante” vengono prodotti dalla Provincia di Lecce e sbarcano nelle sale cinematografiche, partecipando a numerosi festival e lanciando una nuova generazione di registi. La sezione Negroamaro Cinema è sinonimo da tre anni del “Cinema del Reale”, una festa riservata agli autori e alle opere cinematografiche e video che offrono descrizioni e interpretazioni personali e singolari delle realtà passate e presenti nel mondo e rivelano generi documentari differenti. Nel corso di questi anni il festival ha ospitato, tra gli altri, Francisco Manso, Francesco Munzi, Mario Martone, Matteo Garrone, Babak Payami, Vittorio De Seta, Gianfranco Mingozzi; Gianfranco Pannone, Cecilia Mangini, Daniele Vicari, Pippo Delbono. Non a caso proprio per il suo impegno nel settore audiovisivo Negroamaro è stato insignito di un prestigioso riconoscimento dal Consiglio internazionale del cinema, della televisione e della Comunicazione dell’Unesco. Nel 2006 il Cinema del Reale ha visto la partecipazione del produttore Toussaint Tiendrebeogo e di numerosi registi africani.

La sezione teatro ha vissuto soprattutto del continuo scambio con il territorio e in particolar modo con il Teatro Stabile Koreja. Dal 2002 va in scena “Officium et Opificium”, una rassegna residenza che ospita nomi di importanza nazionale e internazionale, occasione anche per la presentazione delle nuove produzioni della Compagnia come i fortunati spettacoli “Acido Fenico. Ballata per Mimmo Carunchio” con Ippolito Chiarello e Sud Sound System, e “Brecht’s Dance” con Raiz, ex leader degli Almamegretta. Negroamaro ha inoltre dato vita ad alcune produzioni come Villarosa, con Enzo Alaimo e Giovanna Marini, e Breviario Mediterraneo, tratto dal testo dello scrittore bosniaco Predrag Matvejević con Omero Antonutti e i Novalia.
Nel 2002 sul lungomare di Santa Maria di Leuca va in scena lo straordinario “Demoni”, spettacolo di strada pirotecnico in cui i demoni invadono la città, conquistano gli edifici più emblematici per annunciare il regno degli inferi, della compagnia spagnola Els Comediants. Nel 2004 il Salento ha reso omaggio al maestro ultranovantenne Manuel de Oliveira. Nel 2006 la sezione è stata curata dall’attore senegalese Mandiaye N'Diaye che ha messo in scena "Leebu Noor ak Nawet" spettacolo tratto dal Pluto di Aristofane, con la riscrittura in lingua Wolof e con la partecipazione di alcuni abitanti di un villaggio senegalese.

Negroamaro ha inoltre ospitato scrittori, artisti, produttori, fotografi e danzatori, ha dato vita ad un premio dedicato al miglior vino Negroamaro, ha accolto il Premio Lo Straniero, diretto dall’intellettuale e critico Goffredo Fofi, ha ripercorso la via Egnatia che da Roma conduceva a Costantinopoli. Il tutto con la collaborazione di numerose associazioni e strutture che operano sul territorio, di enti di ricerca, di consolati, di Istituti di cultura in uno scambio reciproco che ha fatto crescere e continua a fare crescere una rassegna culturalmente migrante.
 
Salento Negroamaro 2008
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Provincia di Lecce
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