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Salento Negroamaro: Le Edizioni | Salento Negroamaro: Le Edizioni |
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LA STORIA DEL "FESTIVAL DELLE CULTURE" DELLA PROVINCIA DI LECCE
Il Mediterraneo è un grande bacino interculturale dove gli scambi tra tradizioni diverse hanno costruito koinè musicali e artistiche molto affascinanti. In questo ambito è dunque possibile cogliere una specificità mediterranea, interculturale, mettendola in relazione con quanto succede altrove, nel resto del mondo.
Nel 2001 la Provincia di Lecce ha deciso di mettere insieme tutte queste esperienze creando il festival Salento Negroamaro, rassegna delle culture migranti, che prende il nome da un vino votato al viaggio. Nel passato non tanto remoto, quando le produzioni salentine di massa erano orientate ad un vino da taglio, il negroamaro era molto ricercato per dare grazia, robustezza, e tessuto a vini di poca struttura di altre regioni d’Europa. Sempre per le sue caratteristiche di finezza negli uvaggi o nei tagli è considerato migliorativo di altri vitigni. Ancor più, lavorato in purezza, dà vini di eccellenza molto apprezzati e conosciuti nel mondo.
L’edizione del 2002 è segnata dall’evento Notre Dame de Paris, il musical tratto dal romanzo di Victor Hugo e musicato da Riccardo Cocciante, che viene replicato per quattro sere consecutive nell’Arena delle cave di Cavallino. Nella stessa estate Lecce acclama per la prima volta il grande cantore del rock Elvis Costello. La sezione “Mother Africa, Sister India” rientra nel percorso della ricerca nella musica contemporanea. Talving simg, Translobal underground, Fun-da-men-tal and Mukta sono i protagonisti di questa sezione.
Nel 2003 Negroamaro incontra il Brasile grazie a “Serpiente Emplumada, Brasil Central do mundo”. Un omaggio ad un grande paese che oltre ogni facile esotismo, proprio per il suo straordinario rapporto con la musica, è una delle capitali culturali del pianeta. Il ministro della cultura del governo Lula Gilberto Gil, Maria Bethania, Caetano Veloso e Chico Cesar deliziano il pubblico salentino con le loro emozionanti esibizioni. Lo spazio per la musica è inoltre arricchito dalla presenza dei Kronos Quartet, di Max Raabe e la Palast Orchester, di Carlos Nunez, il più grande suonatore di “gaita” (la cornamusa galiziana), e dalle rassegne Salento Occitania, Sonos Reggae, Sonos Rock e Meridiano jazz.
Il sodalizio con il Festival Sete sois sete luas, presieduto dai premi Nobel per la letteratura Dario Fo e Josè Saramago, è l’evento portante dell’edizione 2004 chiusa da un intervento sulla democrazia dello stesso Saramago. Sul palco di Palazzo dei Celestini a Lecce si alternano vecchie e nuove generazioni di musicisti portoghesi con Jorge Tuna, Ana Moura, Orquestra de Harmonicas de Ponte de Sor e Thecka. La rassegna presenta anche il festival reggae Boom Blust Summer Night che al fianco dei Sud Sound System, marchiati da Negroamaro nel loro fortunato tour europeo, vede interpreti italiani e internazionali del reggae, e il Festival dei Musicisti di Strada.
Nel 2005 la quinta edizione vive del confronto con la terra di Capoverde, in occasione dei 30 anni dalla sua indipendenza, con la partecipazione del vecchio leone Bana e di Mariana Ramos, figlia del grande musicista Toy. L’edizione esalta l’intreccio tra musica e cinema con le intense esibizioni di Ennio Morricone e della sua orchestra di oltre duecento elementi e di Philip Glass, con la sonorizzazione dal vivo del film Koyaanisqatsi di Godfrey Reggio. Nel programma anche gli spagnoli Ska – p, i musicisti della residenza Sound Res, Boban Markovich e la sua Orchestra, Subsonica, Luciano.
![]() L’edizione 2006 è stata interamente dedicata al continente africano nell’ambito della campagna dell’Unesco intitolata “Alleanza globale per la diversità culturale”. La sezione musicale, organizzata in collaborazione con l’associazione TimeZones, diretta da Lokua Kanza ha visto la partecipazione della senegalese Julia Sarr, dei congolesi Tambours De Brazza, del nigeriano Femi Kuti, dell’ivoriana Dobet Gnaorè. I due ospiti più importanti sono stati Cesaria Evora e Youssou N’Dour. Negroamaro ha inoltre ospitato il festival dei musicisti di strada e la residenza Sound Res.
Il cinema è un’altra importante componente di Salento Negroamaro. Nel 2002 e nel 2003 il regista Edoardo Winspeare, autore dei film “Pizzicata”, “Sangue Vivo” e “Il miracolo” - in concorso nell’edizione 2003 della Mostra del Cinema di Venezia - cura la realizzazione delle collettive di cortometraggi di giovani autori salentini. “Sale” e “A Levante” vengono prodotti dalla Provincia di Lecce e sbarcano nelle sale cinematografiche, partecipando a numerosi festival e lanciando una nuova generazione di registi. La sezione Negroamaro Cinema è sinonimo da tre anni del “Cinema del Reale”, una festa riservata agli autori e alle opere cinematografiche e video che offrono descrizioni e interpretazioni personali e singolari delle realtà passate e presenti nel mondo e rivelano generi documentari differenti. Nel corso di questi anni il festival ha ospitato, tra gli altri, Francisco Manso, Francesco Munzi, Mario Martone, Matteo Garrone, Babak Payami, Vittorio De Seta, Gianfranco Mingozzi; Gianfranco Pannone, Cecilia Mangini, Daniele Vicari, Pippo Delbono. Non a caso proprio per il suo impegno nel settore audiovisivo Negroamaro è stato insignito di un prestigioso riconoscimento dal Consiglio internazionale del cinema, della televisione e della Comunicazione dell’Unesco. Nel 2006 il Cinema del Reale ha visto la partecipazione del produttore Toussaint Tiendrebeogo e di numerosi registi africani. La sezione teatro ha vissuto soprattutto del continuo scambio con il territorio e in particolar modo con il Teatro Stabile Koreja. Dal 2002 va in scena “Officium et Opificium”, una rassegna residenza che ospita nomi di importanza nazionale e internazionale, occasione anche per la presentazione delle nuove produzioni della Compagnia come i fortunati spettacoli “Acido Fenico. Ballata per Mimmo Carunchio” con Ippolito Chiarello e Sud Sound System, e “Brecht’s Dance” con Raiz, ex leader degli Almamegretta. Negroamaro ha inoltre dato vita ad alcune produzioni come Villarosa, con Enzo Alaimo e Giovanna Marini, e Breviario Mediterraneo, tratto dal testo dello scrittore bosniaco Predrag Matvejević con Omero Antonutti e i Novalia. Nel 2002 sul lungomare di Santa Maria di Leuca va in scena lo straordinario “Demoni”, spettacolo di strada pirotecnico in cui i demoni invadono la città, conquistano gli edifici più emblematici per annunciare il regno degli inferi, della compagnia spagnola Els Comediants. Nel 2004 il Salento ha reso omaggio al maestro ultranovantenne Manuel de Oliveira. Nel 2006 la sezione è stata curata dall’attore senegalese Mandiaye N'Diaye che ha messo in scena "Leebu Noor ak Nawet" spettacolo tratto dal Pluto di Aristofane, con la riscrittura in lingua Wolof e con la partecipazione di alcuni abitanti di un villaggio senegalese. Negroamaro ha inoltre ospitato scrittori, artisti, produttori, fotografi e danzatori, ha dato vita ad un premio dedicato al miglior vino Negroamaro, ha accolto il Premio Lo Straniero, diretto dall’intellettuale e critico Goffredo Fofi, ha ripercorso la via Egnatia che da Roma conduceva a Costantinopoli. Il tutto con la collaborazione di numerose associazioni e strutture che operano sul territorio, di enti di ricerca, di consolati, di Istituti di cultura in uno scambio reciproco che ha fatto crescere e continua a fare crescere una rassegna culturalmente migrante. |







