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La Danza del Falcone | La Danza del Falcone |
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L'appuntamento che rientra nel programma della settima edizione di Salento Negroamaro, rassegna delle culture migranti della Provincia di Lecce, è realizzato grazie alla sinergia tra Dipartimento Sviluppo Economico, Regione Puglia, Zard Group, Provincia di Lecce, Teatro Pubblico Pugliese e i Comuni di Bari, Barletta e Otranto. Alla conferenza stampa hanno partecipato Giovanni Pellegrino, Presidente della Provincia di Lecce, David Zard, produttore Federico II - La danza del Falcone, Antonio Maiello, autore dell'opera, Alberto Versace, Direttore Generale del Dipartimento Politiche di Sviluppo - Ministero dello Sviluppo Economico, Luciano Cariddi, Sindaco di Otranto.
“Federico II" nasce da un'approfondita ricerca musicale nelle sonorità e nella cultura dei popoli del Mediterraneo. La forza simbolica del personaggio-Federico in quanto polo di attrazione e di convivenza tra diverse culture e quindi modello per una società futura fa da pietra fondante e da stella polare per una grande operazione musicale che va nello stesso senso: quello dell’accoglienza e della rielaborazione di stimoli e suggestioni musicali provenienti dai più diversi paesi. L’impianto musicale del lavoro ha un carattere innovativo. La prospettiva non è più quella immaginifica e sognante, già resa in modo illustre ed inimitabile dai grandi autori dell’ottocento,ma affronta il tema partendo dalla nostra realtà sociale multirazziale, dove il confronto tra culture, abitudini e generi musicali diversi, fa parte di un bagaglio quotidiano. L’autore diventa cronista attraverso la musica del nostro tempo. Percepisce una Babilonia metropolitana di sonorità che si intrecciano. Passa dalla musica cameristica di tradizione occidentale al jazz, dal soprano di cultura classica al muezzin arabo, dal canto ebraico a quello indiano. La partitura è trattata con un organico cameristico di stile classico a cui si aggiungono strumenti musicali di differenti culture popolari (dhodro–banan o liuto del Sandal, tabla o percussione indiana, darabukke, oud, nay di origine araba, ecc.) e strumenti della moderna cultura globale (sintetizzatori e campionatori). Momenti di vasto respiro orchestrale si alternano ad arie di grande lirismo, moderne e allo stesso tempo radicate nella grande tradizione italiana, per costituire un evento musicale-teatrale che non è opera, non è musical ma, forse, un fatto nuovo, colto e popolare allo stesso tempo, nel panorama dello spettacolo di questo inizio millennio.
Il costo dei biglietti varia dai 13 + dp (tribuna), 20 + dp (platea), ai 30 euro +dp (poltronissime)
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