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MERCAN DEDE - LUDOVICO EINAUDI

Salento Negroamaro, rassegna delle culture migranti della Provincia di Lecce, continua il suo viaggio alla scoperta della civiltà arabo-islamica. Domenica 22 luglio alle ore 21.00 (ingresso 10 euro) in Piazza Del Popolo a Copertino con il concerto di Mercan Dede e Ludovico Einaudi prosegue la sezione dedicata alla musica, diretta da Nabil Ben Salameh e Michele Lobaccaro fondatori dei Radiodervish.
Lo spettacolo vede sullo stesso palco Mercan Dede e Ludovico Einaudi, due musicisti cosmopoliti che, pur provenendo da due scene diverse (l’ambiente della musica contemporanea nel caso di Einaudi, la musica sufi con suoni propri del clubbing e dell’elettronica nel caso di Mercan Dede), hanno deciso di incontrarsi in un progetto speciale. Da una parte, dunque, le atmosfere rarefatte di Ludovico Einaudi, il pianista e compositore di Torino che continua a muoversi in una perenne ricercare tra musica per il cinema, composizioni per pianoforte e interessanti aperture verso le sonorità d’altre culture. Dall’altra, le mistiche sonorità sufi di Mercan Dede artista dalle molteplici sfaccettature che presenta una fusione unica di tradizione mediorientale e elettronica. Ad unirli la costante ricerca, il tentativo di andare oltre i generi, contaminandosi con elementi diversi alla ricerca di una indagine sul sacro odierno. Sul palco assieme a loro 3 ballerine sufi e alcuni musicisti turchi.

Mercan Dede (vero nome Arkin Allen) è come si può intuire dalla sua musica, un artista dalle molteplici sfaccettature. Egli presenta una fusione unica di tradizione sufi e di elettronica. Il flauto ney fraseggia una melodia ipnotizzante, le vibrazioni frenetiche dell'oud e il ritmo ripetitivo del derbouka descrivono un'avventura meditativa, trascendente, in cui l'energia del ritmo chiama a se l'Occidente e i suoi beat elettronici imperturbabili, mentre i suoni mixati conferiscono all'atmosfera generale un sapore contemplativo. La tradizione sufi ha trovato un punto fermo nella musica di Mercan Dede, il suo ancoraggio alla contemporaneità ha fatto il resto. Nato in Turchia, Arkin Allen decide di imparare a suonare il ney, flauto tradizionale, verso i 15 anni, poi le percussioni. Terminati gli studi, parte per il Canada e si stabilisce a Montreal. Scopre nella techno un nuovo modo di radunare le persone nella trance. Nel 1997 fonda il Mercan Dede ensemble, nome simbolico che designa un dignitario sufi, quale esperienza musicale in cui si fondono tradizione ottomana e modernità occidentale. Canti sufi, beat elettrici, influenze jazz ci conducono verso zone inesplorate e tuttavia familiari. Si è esibito con artisti di grande levatura come Ludovico Einaudi in Italia, Kani Karaca e Ihsan Ozgen in Turchia, Natacha Atlas, Omar Sosa o Groove alla Turca in tutto il resto del mondo. Ha composto la colonna sonora di un documentario sulla musica sufi per la televisione tedesca e partecipato alla creazione di un progetto di danza moderna.

Ludovico Einaudi, pianista e compositore, è tra le figure di punta della musica contemporanea europea. L'album ‘Le onde' (1996), pubblicato da Bmg Ricordi (e ristampato con una nuova registrazione da Ponderosa Music & Art nel 2004), rappresenta un momento essenziale nella carriera di Einaudi, al suo primo lavoro solista vero e proprio. ‘Stanze' (1990) raccoglie infatti 16 composizioni a sua firma, ma l'interpretazione era stata affidata all’arpa elettrica di Cecilia Chailly. Con ‘Le onde' Einaudi assembla e interpreta un ciclo di ballate per pianoforte ispirato dall'omonimo romanzo di Virginia Woolf, che vede le onde come simbolo della vita. Il disco, concentrato di quel suono circolare, raffinato e minimalista che lo porterà al successo, sarà pubblicato un paio di anni dopo nel Regno Unito, finendo per riscuotere unanimi consensi di pubblico e di critica. L'atteso seguito si intitola ‘Eden Roc' (Bmg Ricordi, 1999) e prosegue la ricerca sull'approfondimento della canzone strumentale iniziata con ‘Le onde’, con l'aggiunta di un quintetto d'archi. Il lavoro è caratterizzato dalla collaborazione con l’armeno Djivan Gasparijan, maestro indiscusso del duduk (piccolo oboe in legno di albicocco). Dove inserire i cd di Einaudi in un immaginario negozio di dischi? «Non saprei - rispondeva all’epoca. In qualche modo i reparti di musica classica hanno un che di morto e sono troppo legati al passato. Preferirei trovare spazio in un ambiente più mescolato, al di fuori dei generi». Una curiosità: i suoi punti di riferimento spaziano dai Beatles e i Radiohead a Luciano Berio, da Miles Davis a Bob Dylan passando per Henryk Gòrecki e Philip Glass. Sul finire del 2001 è tempo di ‘I Giorni' (Bmg Ricordi). Una dozzina di brani per piano solo, che si traducono in «una sorta di riflessione in musica», sulla scia di un viaggio africano. «Un giorno, un po' di tempo fa, durante un soggiorno nel Mali ero in macchina con un amico, Toumani Diabate, celebre virtuoso della kora, quando all'improvviso ho sentito una musica incantevole. Un'antica melodia del 1200. Tornato a casa per la registrazione del mio nuovo disco, ho cominciato a improvvisare ripensando a quella musica dolce e malinconica e così ho vinto il mal d'Africa».
In Mali, per la precisione vicino all'oasi di Essakane, ritornerà nel gennaio 2003, per partecipare alla terza edizione del ‘Festival au Désert', la ‘Woodstock delle musiche del mondo', celebrazione della cultura del popolo Tuareg del Sahara. Questa volta a riportarlo in Africa è Ballaké Sissoko, altro mostro sacro della kora. Un brano di quella performance dal vivo, ‘Chameaux', sarà inserito nel disco dal vivo 'Le Festival au Désert' (Triban Union/Ponderosa Music & Art). Einaudi ricambierà il favore invitando Sissoko in Italia per una serie di concerti all'insegna dell'improvvisazione su un repertorio di temi maliani con cui registrano l’album ‘Diario Mali’ (Ponderosa Music & Art), poi ripubblicato nel 2006.

Il 2003 è caratterizzato da puntuali 'tutto esaurito' nelle sale teatrali dove si esibisce: in Italia come all'estero. A cominciare dalla Gran Bretagna, dove nel frattempo esce ‘Echoes (The Einaudi Collection)', una raccolta di successi dei suoi primi album da solista, che supererà quota 100 mila copie vendute. Nello stesso anno incide il doppio live ‘LaScala:Concert 03 03 03' (Bmg Ricordi) al Teatro degli Arcimboldi di Milano, che raccoglie tutti i brani più noti dell'autore e contiene anche un omaggio al rock con una versione distillata di “Lady Jane” dei Rolling Stones.
Nel frattempo, la critica applaude a scena aperta: «Il merito di Einaudi? Aver riportato in auge, modernizzandola, la figura del pianista-autore-interprete delle proprie musiche». Quando esce ‘Una mattina’, il primo album per la britannica Decca, nell’autunno del 2004, il disco schizza subito al primo posto delle charts britanniche della classica. Einaudi prosegue la sua ricerca intorno alla ‘canzone strumentale’ applicando l'approccio colto ai temi e alle forme della musica popolare. E forse questa è una delle eredità che provengono dal periodo passato ‘a bottega’ con Luciano Berio. A colpire nel segno le melodie ondulatorie in continuo movimento, fra accelerazioni improvvise e altrettanto subitanee sospensioni, mai così solari e ‘positive’. Da quel momento, inizia un tour, fortunato e pressoché infinito, che porta Ludovico Einaudi in giro per l’Europa e gli offre spunti per collaborazioni inedite e sempre più stimolanti, in bilico tra suoni colti e avanguardia, suggestioni etniche ed elettronica. Nell’autunno 2006 esce ‘Divenire’ (Decca), l’ultimo capitolo discografico.

Il programma si concluderà martedì 18 settembre (ore 21.30 – ingresso gratuito), nell’atrio di Palazzo dei Celestini a Lecce, con i Radiodervish che proporranno Il verbo degli uccelli, suite orientale ispirata ad uno dei classici della letteratura sufi scritto nel XII secolo dal mistico persiano Farid Attar; i personaggi e le vicende narrate offrono una materia ideale per le preziose atmosfere orientali e fiabesche richiamate dalle melodie e dal canto dei Radiodervish. Canto e percussioni: Nabil; chitarre, basso, percussioni: Michele Lobaccaro; harmonium e tastiere: Anila Bodini; voce recitante: Teresa Ludovico.

Salento Negroamaro 2007 è promosso dalla Provincia di Lecce e dall’Istituto di Culture Mediterranee in collaborazione con Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione Puglia, il Centro Internazionale di Cooperazione Culturale C.I.C.C., il Gruppo Italgest, il Monte dei Paschi di Siena, la Fondazione Mediterraneo, il Consiglio Internazionale del Cinema e della Comunicazione dell’UNESCO, il Cts, la Conferenza Permanente degli Audiovisivi del Mediterraneo (CO.PE.A.M.), l’Accademia d’Egitto e numerose rappresentanze diplomatiche dei paesi arabi in Italia, le cattedre di Lingua e letteratura araba delle Università del Salento e di Palermo. Inoltre anche per l’edizione del 2007, per la sua rimarchevole attività di promozione culturale, la rassegna Negroamaro si svolgerà sotto l’egida dell’UNESCO nell’ambito della campagna Alleanza Globale per la Diversità Culturale. Salento Negroamaro ha inoltre ottenuto il premio Cultura di Gestione promosso da Federculture, uno dei massimi riconoscimenti nazionali nell’ambito delle attività culturali.


Programma Musica:

mercoledì 4 Luglio (ore 21.30) Castello di Otranto – ingresso gratuito

Idir

sabato 7 luglio (ore 21.30) – Palazzo dei Celestini di Lecce – ingresso gratuito

Soeur Marie Keyrouz

martedì 17 luglio (ore 21.30)– Castello di Acaya - ingresso gratuito

Natacha Atlas

sabato 21 luglio (ore 21.30) – Casarano - ingresso gratuito

Orchestra di Nazareth

domenica 22 luglio (ore 21.30) – Copertino – INGRESSO 10 EURO

Mercan Dede e Ludovico Einaudi

martedì 18 settembre (ore 21.00) – Palazzo dei Celestini di Lecce - ingresso gratuito

Radiodervish in Il verbo degli uccelli

 
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Salento Negroamaro 2008
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Con il contributo di
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Sportello Immigrazione
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Il vicino oriente
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Multimedia
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Da Sud a Sud, un docu-video dedicato all'Africa, ai suoi movimenti e al forum sociale mondiale tenutosi a Nairobi dal 20 al 27 gennaio 2007.
Tra i presenti, la delegazione più numerosa è stata quella salentina.
Organizzato dall'Assessorato alla Pace della Provincia di Lecce il viaggio in Africa si è rivelato da subito un'esperienza unica.